Passione Condivisa per la Fotografia

Il Palio oltre la Gara: il Reportage ISO100

Ogni anno, il Palio Marinaro di Santa Fermina si propone come un evento capace di collegare il passato glorioso della nostra tradizione marinara con il presente della città. Sono giornate in cui il mare di Civitavecchia diventa palcoscenico sul quale si confrontano e si misurano diverse realtà.

Per l’edizione del 2026 abbiamo avuto il privilegio e l’onore, come Associazione Fotografica Gruppo ISO100, di occuparci della copertura fotografica dell’evento. Un compito impegnativo, che ci ha visti attivi in un lungo percorso di documentazione durante il quale abbiamo cercato di catturare l’anima più autentica di questa manifestazione. Il lavoro finito, costituito da diverse centinaia di immagini, è stato poi consegnato nelle mani di Sandro Calderai, Presidente dell’associazione Mare Nostrum 2000, per la conservazione negli Archivi Storici della manifestazione.

Per un fotografo, documentare un evento così radicato e seguito significa andare oltre la superficie. Significa approcciare il compito con la consapevolezza che ogni colpo di remo nell’acqua non è solo uno sforzo fisico, ma la ripetizione di un gesto antico che definisce un’intera collettività. Quattro dei nostri soci — Giovanni Canu, Giuseppino Scotti, Massimo Galli e Franco Di Claudio — si sono confrontati con questa affascinante avventura visiva, ricca di spunti e sfide fotografiche interessanti. Hanno vissuto l’evento da angoli diversi, unendo le diverse sensibilità per comporre un mosaico narrativo che prova a restituire la complessità e la bellezza di una tradizione che continua a vivere.

Dietro le Quinte del Palio: La Fatica e la Cura

Il Palio non si esaurisce nello sforzo degli atleti e nel vivace tifo della folla durante i giorni delle competizioni. Esiste un tempo precedente fatto di attesa e di preparazione, che rappresenta il vero motore della manifestazione. Le nostre fotocamere hanno iniziato a scattare ben prima che gli equipaggi scendessero in acqua per la gara ufficiale. Abbiamo seguito gli atleti durante i duri allenamenti pomeridiani, sotto il sole della tarda mattina o quando la luce dorata del tramonto tagliava l’acqua e si rifletteva sui volti rigati di sudore, immortalando la concentrazione e lo spirito di sacrificio.

Documentare la preparazione ha significato anche entrare nel cantiere, respirare l’odore della vernice e del legno, fotografare le mani sapienti che si prendevano cura delle imbarcazioni. La manutenzione degli scafi è un rito fondamentale e quasi sacro, una carezza profonda a strumenti che portano su di sé la responsabilità di molte Storie. Queste immagini, che catturano i dettagli delle cime, l’allestimento meticoloso del campo di gara e l’organizzazione delle attività collaterali, raccontano una dedizione invisibile al grande pubblico, ma fondamentale per la riuscita dell’evento. Sono scatti che celebrano il legame etico e rispettoso tra l’uomo e l’ambiente marino e illustrano lo sforzo e l’impegno della macchina organizzativa.

I Giorni della Sfida e l’Orgoglio della Tradizione

Il 18 e il 19 aprile le acque del porto storico si sono accese di vita e di passione per le due giornate principali della competizione. Le 4 barche, spinte dalla viva forza dei rematori, fendevano il mare lasciando dietro di sé scie di schiuma e spruzzi d’acqua, oltre che sudore e adrenalina, aspettative e speranze di vittoria dei membri degli equipaggi. In questi momenti il linguaggio visivo si è fatto più serrato, dinamico, attento a cogliere la tensione muscolare, la sincronia perfetta degli equipaggi e l’esplosione di gioia dei vincitori.

Ma il Palio è anche, agli occhi di chi fotografa, una grandiosa macchina del tempo. Il corteo storico di presentazione ha sfilato nella mattina del 18 Aprile per le vie cittadine come un quadro vivente: i colori degli abiti d’epoca e la solennità dei figuranti hanno rievocato le radici profonde di Civitavecchia. E i nostri fotografi hanno saputo isolare questi istanti, creando immagini capaci di restituire la dignità di una memoria che non vuole sbiadire. Come nel giorno del 28 aprile, quando gli atleti hanno preso parte alla solenne processione in onore di Santa Fermina, la santa patrona. In quel momento, la competizione ha lasciato il posto alla devozione e al senso di appartenenza, mostrando come lo sport e la fede comunitaria sappiano fondersi in un unico, grande abbraccio collettivo.

Una Pluralità di Sguardi per un Archivio Comune

Nel misurarci con questo racconto visivo, eravamo profondamente consapevoli di non essere i primi né i soli a posare lo sguardo sul Palio. Il lavoro svolto dai membri del Gruppo ISO100 si è infatti affiancato, in perfetta armonia, a quello dei fotografi locali che da tantissimi anni, con dedizione e maestria, firmano la copertura di questa manifestazione. Le immagini che abbiamo prodotto non hanno alcuna pretesa di sostituire quel patrimonio storico e documentario così prezioso, che altri colleghi già mettono generosamente a disposizione della macchina organizzativa.

L’intento della nostra Associazione è stato piuttosto quello di integrarsi a questa narrazione corale, offrendo il nostro punto di vista per arricchire e alimentare l’immenso archivio visivo della città. Crediamo fermamente che la memoria storica di un territorio non debba basarsi su un’unica lente, ma tragga la sua vera forza dalla coesistenza di molteplici visioni. Ogni fotografo porta con sé un’inquadratura diversa, una differente sensibilità nel cogliere una luce, un movimento o un’espressione: sommando questi sguardi, consegniamo al futuro un mosaico documentario molto più ricco, sfaccettato e profondo, senz’altro maggiormente in grado di resistere al logorio del tempo.

Il Valore del Passaggio di Testimone

Preservare queste tradizioni all’interno del tessuto civile locale non è un semplice esercizio di nostalgia. È, al contrario, un atto di resistenza culturale. In un’epoca che viaggia spesso troppo velocemente, riscoprire la lentezza del lavorare il legno, soffermarsi sul ritmo potente e profondo del remo che fende l’acqua e apprezzare il valore della fatica condivisa in barca consente di riscoprire valori e legami densi di significato e molto preziosi. Il Palio Marinaro ha il grande merito di unire le generazioni: vedere i giovani avvicinarsi a queste pratiche, salire sulle imbarcazioni e ascoltare i consigli dei vecchi lupi di mare è l’immagine più bella e rappresentativa di un ideale “passaggio di consegne” che garantisce il futuro della nostra identità.
Coinvolgere le nuove generazioni significa coltivare valori come il rispetto per il territorio, la solidarietà di squadra e la consapevolezza della propria Storia. Come Gruppo Fotografico ISO100, speriamo che il nostro supporto possa contribuire a mantenere viva questa fiamma. In quest’ottica, ogni fotografia realizzata e pubblicata nella gallery che segue non è che uno specchio in cui la città può guardarsi, riconoscersi e, soprattutto, provare ad essere fiera e valorizzarsi.

– Franco Di Claudio

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